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2024
Se è vero che da sempre moltissime colleghe sono impegnate nel denunciare le disparità di genere, è altrettanto vero e paradossale che proprio nel mondo del giornalismo italiano le donne non siano valorizzate per quel che meriterebbero. Quante donne dirigono quotidiani, agenzie, radio e testate radio e tv? E quelle poche che ci sono, guadagnano quanto i loro omologhi uomini?
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Giornaliste italiane nasce con l’intento di promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle donne, alla loro crescita in tutti i campi professionali, al raggiungimento di una piena parità di genere sia nell’occupazione sia nella crescita professionale
L’associazione ha l’ambizione di diventare un manifesto culturale per tutte le giornaliste libere: libere dalle appartenenze, libere dai pregiudizi, libere dalle catene del conformismo linguistico-culturale del politicamente corretto e dalle relative derive censorie e persecutorie.
Se è vero che da sempre moltissime colleghe sono impegnate nel denunciare le disparità di genere, è altrettanto vero e paradossale che proprio nel mondo del giornalismo italiano le donne non siano valorizzate per quel che meriterebbero. Quante donne dirigono quotidiani, agenzie, radio e testate radio e tv? E quelle poche che ci sono, guadagnano quanto i loro omologhi uomini?
Il riconoscimento della parità di trattamento passa attraverso il riconoscimento del valore e del merito individuale. La parità dei diritti deve essere reale e non artificiosamente simulata attraverso la creazione di quote stabilite per legge.
L’obiettivo finale non può e non deve essere l’introduzione di neologismi come “direttora”, ma lo sradicamento dei pregiudizi che ci pongono in posizione subalterna rispetto agli uomini. Le riforme vere e necessarie non sono quelle lessicali, bensì quelle culturali.
Puntiamo a nuovi modelli di organizzazione del lavoro che non implichino rinunce professionali per le donne, che garantiscano loro le stesse prerogative di cui godono i colleghi uomini nelle progressioni di carriera e nel raggiungimento di ruoli apicali.
Il nostro impegno rifugge ogni litania vittimistica. L’intenzione è quella di lavorare con la solerzia che scaturisce dalla forza femminile: coscienza e coraggio.